venerdì 24 luglio 2015

4 - POLVERIERA MURAZZI 2015: C'E' VITA DOPO GIANCA? Intervista all'Assessore Gianguido Passoni

La discussione relativa ai Murazzi assume sempre caratteri romantici, a volte nostalgici, o comunque emozionali: è il cuore a parlare per primo quando tiri fuori l’argomento con gli amici. Sguardo perso verso il vuoto e via di ricordi adolescenziali, di serate clamorose e di eventi culturali storici, o più semplicemente di divertimento “da movida”. I Murazzi, e la movida stessa, sono anche, e soprattutto, un argomento da approfondire nella sua natura economico-finanziaria: basti pensare alle centinaia di migliaia di euro che frutteranno i bandi commerciali, o ai costi delle licenze dei locali. Per questo abbiamo pensato di parlarne direttamente con l’Assessore al Bilancio Gianguido Passoni, che risponde ai diversi dubbi ed interrogativi emersi in proposito.

Chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, e capire la natura e la portata del bando di inizio luglio, può andare a “sfogliare” il documento ufficiale sul sito del Comune:
http://www.comune.torino.it/comuneaffitta/bandomurazzi/



1) Leggendo la Sua newsletter e l’intervista alla Curti sembra emergere una soddisfazione generale da parte della Giunta. Da cosa deriva tanto entusiasmo?
Gianguido Passoni. Siamo felici perchè i Murazzi tornano finalmente a vivere. Vedere i Murazzi spenti, sequestrati, è stato motivo di tristezza non solo per coloro che frequentavano quel luogo, ma anche per noi amministratori.
I Murazzi sono un luogo pieno di fascino, che ha visto nascere e crescere un bel pezzo della cultura musicale della nostra città: dare una seconda vita in un contesto di legalità è un risultato che corona il lungo lavoro istruttorio fatto dalla Conferenza dei Servizi, che si è riunita per disegnare il futuro dell'area.
La Conferenza dei Servizi, composta da Sovrintendenza, Asl, Regione Piemonte, Smat, Iren, Aem distribuzione e Amiat, ha lavorato per chiarire il contesto normativo. Un lavoro preparatorio molto preciso e altrettanto trasparente, premiato dalla buona risposta in termini di interesse da parte degli investitori.

2) Il bando “commerciale” ha permesso al Comune di incassare una cifra molto alta, intorno ai 900 mila euro. La prevalenza della monetizzazione sugli altri aspetti del luogo non rischia di snaturare le caratteristiche storiche dei Muri?
La città investirà più di un milione di euro per eseguire i lavori di ammodernamento infrastrutturale necessari ai nuovi insediamenti e solo dopo inizierà "a incassare". Con questo bando abbiamo dimostrato che i Murazzi sono un luogo appetibile commercialmente, cosa tutt'altro che scontata.
Credo sia un dovere dell'amministrazione quello di gestire al meglio il proprio patrimonio, sapendolo far fruttare, così da garantire la copertura di nuovi servizi. Se non sfruttassimo opportunità come queste, se non ci ponessimo il problema delle entrate, non avremmo sufficienti risorse per le attività del Comune.
Gli aggiudicatari sono giovani imprenditori o cooperatori (e nessuna multinazionale) che hanno progetti interessanti e innovativi che formano un bel mix di attività: penso al coworking, al noleggio di attrezzature sportive, ai locali di intrattenimento e ristorazione.
Abbiamo bandito con finalità commerciale meno della metà dell'intera superficie dei Murazzi: ci sarà spazio - nelle restanti arcate - per valorizzare iniziative culturali e pubbliche, proprio come abbiamo promesso.

3) L’inerzia decisionale che ha tenuto il nostro lungofiume deserto ha spostato l “effetto movida” verso quartieri come San Salvario ed in parte Vanchiglia, sconvolgendone la vita quotidiana. Come, e se, verrà sanata questa situazione ora?
Non credo sia corretto parlare di inerzia decisionale: i Murazzi sono stati sequestrati dalla magistratura e l'amministrazione è stata chiamata a mettere ordine in una situazione ingarbugliata.
Per districare la matassa ci siamo presi il tempo necessario a far lavorare bene la Conferenza dei Servizi e a studiare le soluzioni tecniche per trasformare "delle grotte" in locali adatti all'accoglienza del pubblico.
Mentre le grandi discoteche che sorgevano nei paesi della prima cintura sono andate in crisi, Torino si trasformava in una città dalla vocazione culturale e universitaria e sono sorte zone capaci di attirare giovani e turisti. Credo sia un bene, una notizia positiva per l'intera città, al netto degli eccessi e dei problemi di convivenza tra movida e quartieri residenziali.
La riapertura dei Murazzi potrebbe contribuire a decongestionare Vanchiglia e San Salvario, anche se mi auguro che i nuovi Murazzi possano restare aperti anche di giorno e parlare anche a pubblici nuovi.

4) Quanto conta l’aspetto “di business” da parte del Comune in relazione alla scelta di “trasferire” la vita notturna in piena città? Penso per esempio all’impatto economico positivo in termini di licenze nuove per attività commerciali e relativi dehors.
Il Comune non ha scelto di trasferire la movida in città: semplicemente è cambiato il modo di divertirsi. I giovani utilizzano sempre meno le automobili e cercano il divertimento vicino casa (facevo prima l'esempio delle grandi discoteche degli anni 90 che giacciono abbandonate, come si evidenzia nell'articolo http://www.linkiesta.it/fine-discoteche-italiane).
Il Comune non concede più le licenze, che sono ormai liberalizzate, e ha poche competenze anche in termini di pianificazione commerciale. Torino, come tutte le altre grandi città, deve gestire questo fenomeno e - posso immaginare, non ho il dato preciso - ciò che incassiamo per i dehors lo spendiamo per maggiori controlli, maggiore pulizia e maggiori servizi in ore notturne.

5) Come si immagina la trasformazione dei Murazzi post-bandi? Diventerà il “salotto buono” della città, immerso tra cibo di qualità ed attività diurne?
Il salotto buono della città continuerà ad essere rappresentato dalle grandi piazze pedonalizzate, ne sono certo. Immagino, invece, i nuovi Murazzi come un luogo vivo sia di notte che di giorno, capace di parlare a mondi e cittadini diversi tra loro: turisti, sportivi, famiglie e giovani in cerca di divertimento.
Non credo perderemo la vivacità culturale che ha caratterizzato la storia recente dei Murazzi, perché questa è scritta nel Dna del luogo. Per quanto riguarda il futuro, faremo nuovi bandi per completare l'assegnazione delle arcate e speriamo di farci sorprendere dai progetti e dalle idee che concorreranno: la politica decide i criteri, ma il futuro dei Murazzi lo scriveranno la fantasia e la competenza di coloro che vorranno partecipare ai nuovi bandi.
(a cura di Paolo Tex Tessarin)


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