
Beati voi! Vi comunichiamo allora che il nostro polmone verde è occupato da un numero di giorni di cui abbiamo perso ormai il conto da stand e "lavori in corso" per l’inaugurazione dell’avanguardistico Salone dell’Auto "Parco Valentino": sì, è proprio questo il nome ufficiale del Salone e del sito relativo (www.parcovalentino.com). Probabilmente gli organizzatori hanno un gusto recondito per la neo-lingua orwelliana, o più semplicemente ci stanno perculando: noi sgasiamo con le macchine super-lusso, le Jeep e le auto d' epoca dove voi vorreste fare il picnic…e vi rubiamo pure il nome green! Tiè!
Forse meriterebbe comunque fare un giro veloce all' interno di questo revival degli anni ’80-'90, tra flut di spumante, donne in abiti succinti e una carrellata di autentico benessere a quattro ruote. Manca solo Massimo Boldi e "Rhythm Is a Dancer" sparata a massimo volume e il viaggio nel tempo è completato.

Prima avvertenza: se volete raccogliere il nostro consiglio e vi state recando al parco a piedi o in bicicletta arrivando da Moncalieri non spaventatevi, non siamo in guerra!
Semplicemente gli organizzatori del Salone dello status symbol di trenta anni fa hanno deciso di mettere all’ ingresso ad accogliere i visitatori un bel carro armato che punta il suo bel cannone in direzione delle fioriere.
Peccato che nessuno abbia pensato di chiedere nel 2016 di mettere nel programma il divieto di accesso al Parco del Valentino per i cingolati di guerra. Sono stati inseriti invece alcuni princìpi e obiettivi che stridono fortemente con il Movimento 5 Stelle di oggi, che addirittura sfodera il suo Ministro delle Infrastrutture Toninelli per inaugurarlo in pompa magna.
Per esempio nel Programma Ambiente affermarono il "diritto alla salubrità al silenzio e alla bellezza degli spazi della città": basta e avanza per impedire il Salone delle marmitte dentro il Parco!
Soprattutto se inserisci come tuo obiettivo il "miglioramento degli spazi verdi rendendoli più vivibili e inclusivi": c’è qualcosa di più esclusivo dell’esposizione di Ferrari fiammeggianti e Lamborghini scintillanti?

Concetto ribadito a La Stampa in piena campagna elettorale (5 giugno 2016), quando solennemente dichiarò: “Le piazze auliche sono un patrimonio di cui i torinesi e i turisti devono godere senza che possano essere continuamente deturpate da orrende e ingombranti strutture come spesso è accaduto in questi ultimi anni. (…) Queste attività andrebbero decentrate per diventare occasioni di rilancio dei quartieri più lontani dal centro storico.”

Con buona pace del dibattito, del rispetto del programma e di tutte quelle belle parole funzionali alla mera conquista del potere sabaudo.
Nessun commento:
Posta un commento
Il commento ai post del blog di Sistema Torino è libero e non richiede registrazione. E' comunque gradita la firma. Commenti ritenuti inopportuni oppure offensivi verranno rimossi dagli amministratori