mercoledì 24 settembre 2014

TORINO CITTA’ APERTA: LA CULTURA E’ BLINDATA

TUTTO QUESTO NON E' UN FILM
Martedì 23 settembre non è una buona giornata per farsi una passeggiata rilassante in Piazza Carignano, e lo si poteva arguire facilmente già dalle prime ore del mattino: ci sono più forze dell’ordine che cittadini comuni. Il motivo? In serata vi sarà l’arrivo dei Ministri della Cultura Europei per assistere allo spettacolo di TorinoDanza a Palazzo Carignano, un happening a quanto pare riservato all’alta borghesia sabauda. Il clima irrespirabile non ha impedito ai situazionisti della Cavallerizza Reale di tentare il colpo gobbo della “invasione della Zona Rossa”

domenica 21 settembre 2014

Audizione di Fassino: buona l'interpretazione, scarni i contenuti. Per me e' NO

INTRODUZIONE: DIBBATTITO KOMPAGNI!
Giovedì sera ho deciso di espiare qualche mia colpa atavica andando ad assistere all'incontro con il Sindaco Piero Fassino all'interno della festa di Sinistra Ecologia e Libertà' (scrivere il nome di SEL per esteso é un ottimo escamotage per riuscire a pronunciare la parola “sinistra” in una serata come questa): il programma propone come tema un “confronto aperto per un bilancio politico degli ultimi anni”. Wow, che apertura mentale! Il parterre de roi prevede una pletora di

martedì 16 settembre 2014

ASSEMBLEA CAVALLERIZZA: INIZIATIVE IN OCCASIONE DEL VERTICE EUROPEO DEI MINISTRI ALLA CULTURA

"La cultura è reale! Dibattiti, spettacoli, concerti e assemblee in Cavallerizza - Verso, contro e oltre il Vertice europeo della Cultura" è il titolo dell'iniziativa che si svolgerà allla Cavallerizza Occupata di Torino tra il 19 e il 28 settembre, organizzata dalla Assemblea Cavallerizza 14:45 che gestisce l'occupazione, in occasione del vertice a porte chiuse che i ministri alla cultura dei paesi aderenti alla Comuità Europea terranno alla Reggia di Venaria (Torino) il 23 e il 24 settembre nell'ambito del semestre italiano di turno di presidenza dell'Unione Europea. Spiega l'Assemblea Cavallerizza 14:45 su Facebook:

SISTEMA TORINO, SISTEMA ITALIA - Alla scoperta dei sistemi di periferia.

Con Maurzio Pagliassotti, autore del volume "Sistema Torino Sistema Italia" e Massimo Giovara, attore e autore dello spettacolo teatrale "Il Sistema Torino non esiste" (SISTEMA TORINO).
Interviene Mariano Turigliatto.  Coordina Gian Paolo Caiazzo (Grugliasco Comunità Sostentibile)

sabato 20 settembre ore 21, piazza 66 Martiri, Grugliasco (TO). In caso di maltempo l'incontro si svolgera' in via La Salle 22 sempre aGrugliasco, presso la Biblioteca Popolare "Il Faggio Rosso".

Organizzato da  Grugliasco Comunità Sostenibile (sede: Biblioteca Popolare "Il Faggio Rosso", via La Salle 22) in collaborazione con SISTEMA TORINO

mercoledì 27 agosto 2014

LETTERA A CARLO COTTARELLI, QUELLO DELLA SPENDIN REVIU'

OGGETTO: LE PARTECIPATE E IL CUORE DEL SISTEMA TORINO-SISTEMA ITALIA

Ciao Cottarelli, come va?
Senti, senza offesa, ma non devi dire sciocchezze sulla storia delle partecipate.
Perché almeno dalle nostre parti 3,5 su 4 sono in perdita, non 1 su 4.
Certo noi a Torino ci siamo inventati il socialismo reale con i soldi di IntesaSanPaolo che ora li rivuole indietro, 'sti pezzenti. Ma se è così da noi, probabilmente lo è ovunque.
Certo se la banche fossero pubbliche (come sono state durante i bui decenni passati) potremmo tranquillamente sbattercene.

Poi, veramente sempre senza acrimonia, ti spieghiamo una cosa che però dovresti proprio dirla agli italiani.
Perché le partecipate sono ridotte in queste condizioni. Te lo ricordiamo noi.
Dunque, è andata così.
Il rapporto tra capitale e lavoro negli ultimi anni è stato sostanzialmente privo di conflitto. Nonostante la precarizzazione, i licenziamenti di massa, la perdita di potere d'acquisto dei salari. Non è stato fatto mezzo sciopero.
Lo Statuto dei lavoratori è un colabrodo, le imprese hanno facoltà di produrre e pagare tasse dove vogliono (Fiat in primis).

A fronte di questo scempio abbiamo avuto una pace sociale voluta dalla triplice (CISL, UIL e anche la CGIL) che ha ingoiato tutto. In cambio di cosa? Ecco, qui siamo al punto.
Le partecipate (e le istituzioni) sono diventate casse compensative pubbliche (finanziate con soldi privati, leggi alla voce banche, presi a debito dai vari azionisti pubblici) che hanno tenuto insieme un po' di occupazione. Il caso GTT a Torino può essere portato ad esempio patrio di una realtà diffusa.
Ecco, ora c'è 'sto nodo che sta vendendo al pettine.
Anche in questo caso, l'unica soluzione possibile è la rinegoziazone del debito delle partecipata con gli istituti di credito.
Però dentro le fondazioni delle banche sono stati piazzati uomini di sindacato e di partito, e quindi non lo faranno mai.
Cottarelli, devi dirlo: è un sistema malato.

Un caro saluto, abbottonati la camicia ieri sera al tg eri inguardabile.

lunedì 25 agosto 2014

FONDAZIONI BANCARIE, IL SOCIALISMO MODERNO

"Sistema Torino Sistema Italia" di Maurizio Pagliassotti si apre con il resoconto di un colloquio con un anonimo ma significativo esponente del sistema Torino, uno dei suoi padri fondatori addirittura. Il quale, tra le varie cose, rivendica alla politica la bontà della scelta di mantenere il controllo delle banche appartenenti all'ex sistema bancario pubblico, ottenuto attraverso la presenza nei consigli di ammininistrazione delle fondazioni bancarie proprietarie dei loro pacchetti azionari di maggioranza. Perchè così facendo la politica stessa avrebbe la possibilità di redistribuire alla collettività, per fini sociali, ma anche culturali, di ricerca scientifica e istruzione, una parte dei profitti realizzati dalle banche controllate. Integrando e sostituendo, così, i finanziamenti pubblici ai servizi (pubblici), negli anni sempre piu' ridotti (dalla stessa politica, ovviamente). 

mercoledì 6 agosto 2014

Più belle e importanti le scuole paritarie del Piemonte?

A fine maggio dell'anno scorso Bologna fu al centro dell'attenzione perchè la cittadinanza era stata chiamata a scegliere, tramite un referendum, tra A e B, cioè se appoggiare chi sosteneva che il finanziamento alle scuole paritarie si dovesse sospendere (perchè contro l'articolo 33 della Costituzione) oppure chi invece affermava il contrario. All'epoca vinse sorprendentemente l'ipotesi A. La questione di fondo, escludendo il riferimento all'articolo 33 della Costituzione citato, era espressamente economica e si collegava direttamente alla politica pubblica, la quale se da un lato lamentava deficit di bilancio e tagliava anche sui servizi essenziali, dall'altro continuava a finanziare le scuole paritarie.

ANNULLATO L'INCONTRO SU GAZA DI GIOVEDI' 7 AGOSTO


Cosimo Caridi e Ane Irazabal stanno ritornando a Gaza, non potranno quindi essere presenti giovedì sera. L'incontro è rimandato al loro ritorno in Italia.
Sistema Torino li ringrazia per la loro disponibilità e il loro coraggio.

lunedì 4 agosto 2014

Notizie dalla Striscia di Gaza

Sistema Torino e Arci Torino organizzano un incontro relativo ai recenti avvenimenti che hanno investito la Striscia di Gaza. Ne parleranno:

- Cosimo Caridi, collaboratore de "Il Fatto Quotidiano"

- Ane Irazabal di "Telsur Venezuela"

giovedì 31 luglio 2014

Parigi come Torino - Sicurissimi

http://en.wikipedia.org/wiki/Place_de_la_R%C3%A9publique
Le grandi città si somigliano tutte. Questa è la prima impressione che ho avuto arrivando a Parigi, tre mesi fa. 
Ti allontani dal centro storico, giustamente celebrato come uno dei luoghi più   incantevoli del mondo, e ti ritrovi di fronte a palazzoni di una bruttezza ineffabile. Bruttezza forse messa ancor più in risalto dal contrasto con lo splendore dei palazzi antichi che ti sei appena lasciata alle spalle. Ti viene quasi da chiederti come sia possibile.
Anche qui, come altrove, abbondano i centri commerciali. Quello delle Halles, sotterraneo, e' strapieno anche quando il sole chiama fuori.
E anche qui, come in altre grandi città, capita di vedere uno spiegamento di forze dell'ordine difficile da comprendere.

mercoledì 30 luglio 2014

E adesso tutti in coro!


Il consenso distrugge chi non lo ha


Il Manifesto - Recensione di "Sistema Torino Sistema Italia"

Il Manifesto ha pubblicato, sull'edizione cartacea e sul sito, la recensione a cura di Mauro Ravarino dell'ultimo libro di Maurizio Pagliassotti, il finto romanzo su un finto sistema che a Torino non esiste. Sara' per questo che quindi, a un mese e mezzo dall'uscita, i quotidiani con pagine locali torinesi  non hanno mai dato cenno della sua esistenza. La recensione si può leggere al link http://ilmanifesto.info/lo-stile-sabaudo-per-saccheggiare-torino/

domenica 27 luglio 2014

Recensioni - libri: Maurizio Pagliassotti "Sistema Torino Sistema Italia", di Luca Rastello

Dietro il velo quasi impercettibile della fiction, una continuazione ideale di "Chi comanda Torino", cioè di un libro capace di rompere il silenzio e dare molto fastidio ai poteri e ancor più agli squallidi sottoboschi dei poteri locali. 
Maurizio Pagliassotti ha un effetto salutare fra quelli che, in questa città, non si rassegnano alla narrazione unica e ormai ampiamente intollerante del potere: le sue inchieste, spesso svolte con la tenacia e la curiosità che non caratterizzano più da tempo il mestiere di giornalista, sono un piccolo oggetto di culto per gruppi, soprattutto di giovani, ostinatamente decisi a discutere, a vedere oltre il velo di Maja dei miracoli italiani in sedicesimo propagandati dai cantori del "Sistema Torino": leggerlo è ogni volta come fare i conti con ciò che non si mostra volentieri del territorio in cui si vive. Un'operazione di igiene mentale, quindi, anche quando non spinge troppo nella provocazione. E di igiene politica, destinata a spargere semi che forse porteranno frutto in stagioni più disposte a uno sguardo critico sulla realtà.

mercoledì 23 luglio 2014

La città dei simboli


Cinquanta metri di spiaggia lungo il Po.  Per noi la spiaggia è il simbolo della città che ha deciso di vivere con i simboli che hanno distrutto e sostituito la realtà.

C'era una volta la produzione industriale. Oggi ci sono Mirafiori e Lingotto simboli della produzione industriale. E così via, gli esempi potrebbero essere allargati ad ogni campo.

Ma la spiaggia, ci verrà detto, "non vuole essere veramente una spiaggia" bensì un "simbolo della nuova Torino". Capito.

Il primo sistemista che riporterà le parole di qualche sedicente esperto con questo termine in bocca vince una copia del libro con aperitivo in spiaggia.

Perché prima o poi questo termine totemico, misterioso, magico, uscirà.
E' come "complessità": con esso aggiusti sempre le situazioni più esposte, fai capire che ne sai, che sai andare oltre, che non sei un buzzurro che si ferma alle apparenze. Che bella la retorica.

La retorica è l'unico sapere che un politico deve conoscere perfettamente. Tanti anni fa c'erano "struttura" e "sovrastruttura". Ma i tempi cambiano e il lessico con loro.
Anche per noi.

lunedì 21 luglio 2014

Torino 2025 FiatsWagen voluntas: discutiamo (pure) sul futuro

Ci saremo anche noi ad assistere al dibattito organizzato dall'Arci 

giovedì 24 luglio alle 21.30,
Murazzi (lato destro)
"Vista su Torino: la cultura, il sociale e la politica".

con Matteo Negrin, Maurzio Pagliassotti, Luca Rastello
(introduce Ugo Zamburru, presidente Arci Torino e modera Jacopo Ricca).

"Torino è al contempo la città delle Olimpiadi e la città dell'antimafia, post-industriale e pirotecnica, di sinistra e governata dalle Fondazioni: una serata per discutere le molte sfaccettature di Torino attraverso lo sguardo critico (ma non per questo meno affettuoso) di tre suoi “personaggi” di questi ultimi anni"

Recensioni - libri: Luca Rastello, "I buoni"


Ci sono molti libri scritti sui cattivi “tout court” nelle diverse sfumature, dai serial killer ai corrotti professionisti. Qualcuno prova anche un certo compiacimento, o forse, nei casi più estremi un sadico voyeurismo, nel leggerli: nessuna sorpresa, però, perché il marcio sta esattamente dove si vede e dove ci aspettiamo di trovarlo.
“I Buoni" invece, è raggelante o dovrebbe esserlo, per chi crede nella virtù, nella quasi santità dei grandi uomini di pace o per chi pensa che la beneficenza possa sostituire il diritto.
Una nuova luce (o forse è più esatto dire che di luce se ne toglie) sul “bene”, sul nostro “disperato bisogno di conciliazione che nasce dalle nostre vite in cattività” che ci permette di pensarci migliori di ciò che siamo. Rastello smonta l’illusione, mostra con una certa crudeltà della scrittura, asciutta edvessenziale, le crepe dell’organizzazione, la retorica del linguaggio, delle formule  ricorrenti che mirano a incatenare la coscienza, a convincere che si sta lavorando a un nobile fine al quale tutto è sacrificabile. Anzi, non si deve intendere il lavoro come lavoro, poichè esso è dedizione a una causa. Ma non per tutti, evidentemente, solo per i più piccoli anelli della catena, quelli facilmente e periodicamente sostituibili.