mercoledì 5 luglio 2017

SALONE DEL GUSTO ALL LIFE LONG: LA FOODIFICATION DI TORINO

Si fanno sempre più interessanti le proposte dell’Assessore Sacco sulla nostra città: si temeva la città grigia, il buio oltre e dentro la siepe, le cavallette a distruggere la Torino dei grandi eventi, del loisir e del buon cibo e del bere di qualità.
Mavvà, era tutto finto! L’ Assessore un Sacco gentry ha una nuova proposta scintillante per la città: i distretti enogastronomici nelle zone della movida! “Tutte le città come Disneyland” recita il pluri-citato libro di Prof. Semi, mentre ieri sera Pagliassotti ci raccontava di un futuro semi-distopico con il centro città trasformato in un parco divertimenti.

Ma quale distopia, ma quali iperboli! Il futuro è qui e comincia adesso, e l’Assessore Sacco sta cercando di dare vita a tutti i sogni più reconditi e inconfessabili degli esegeti progressisti che hanno governato le trasformazioni sabaude degli ultimi vent’anni: la città trasformata in “distretti gastronomici”, con una strategia “che si basa soprattutto sulla comunicazione”. Il tema vegan in Vanchiglia, quello enologico a San Salvario, il divertimento ai Murazzi. Chissà se ci saranno anche le frecce per terra che indicano la direzione da seguire come a Ikea.
Altro che repressione anti-movida, altro che fascismo! La base pentastellata che contestava Salone del Gusto e narrazione da parco giochi dovrà buttare giù l’ennesimo boccone amaro, forse il più grande: un mese a parlare di movida sì/movida no, di distretti “quality” del food e di mojito da asporto.

Siamo passati dalla retorica quasi ossessiva sulle periferie e la contrapposizione code ai musei/code alle mense all’ ampliamento delle zone movida (I Murazzi devono riaprire!) e la giustapposizione code ai locali vegan/code per il drink di qualità.
O forse l’anti-sommossa servirà ad allontanare chi intende mangiare carne a Vanchiglia o bere vino scadente a San Salvario: non osate farlo, qui solo quality! E i poveri continuino a mangiare merda (ops, junk food, suona meglio) in periferia.

Nel frattempo si rilancia l’idea di riaprire i Murazzi, come se bastasse tirare fuori le chiavi del portone: sia chiaro, è ovvio che i Muri vanno salvati dalla desertificazione in corso, e pochi meglio di noi hanno seguito l’iter di questi ultimi anni. Problemi tecnici apparentemente insormontabili hanno preso il sopravvento su volontà politiche di qualsiasi colore. Per questo avremmo alcune domande da fare all’ Assessore (le facciamo qui, tanto sappiamo che intervistare un Assessore pentastellato è più complicato del Passo del Mortirolo):

Come pensa l'Assessore Sacco di risolvere in meno di un anno tutte le questioni tecniche e politiche relative ai Muri che si sono “accumulate” in tre?
Dei vecchi bandi sui Murazzi cosa ne facciamo?
Interessante la questione dei distretti gastronomici, ma come pensa di crearli?
Limitando le licenze (ammesso e non concesso che qualcuno riesca a farlo data la relativa liberalizzazione)? Proprio lui che sembra il più liberista e vicino ai commercianti tra i “tecnici” della Giunta?
Ultima (banale) provocazione: un locale con bere di qualità che si ritrova nel distretto del cibo di qualità che fa, chiude?

Aldilà delle facili ironie e battute che si possono fare a riguardo, ci piacerebbe che la stagione estiva degli annunci finisca qui: abbiamo già visto quanti danni ha fatto una comunicazione errata sull’ordinanza 46. Dall’asporto sì/vetro no/somministrazione forse, con relativa rappresaglia in Piazza Santa Giulia, non vorremmo assistere ad un nuovo teatrino comunicativo a riguardo, giusto perché poi è facile accusare i quotidiani parte del gombloddoh giudo-plutaico-massonico. Diteci come volete fare, spiegatecelo fino in fondo e poi si valuterà: se scopriremo che è l’esatto contrario del programma elettorale e l’esatta “prosecuzione con altri mezzi” della Torino progressista dei ricchi premi e cotillon ce ne faremo una ragione.

E con noi tutti gli attivisti e i portavoce che continuano a considerare gli Assessori dei semplici tecnici al servizio del Movimento e di Torino.

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