A fine maggio dell'anno scorso Bologna fu al centro dell'attenzione perchè la cittadinanza era stata chiamata a scegliere, tramite un referendum, tra A e B, cioè se appoggiare chi sosteneva che il finanziamento alle scuole paritarie si dovesse sospendere (perchè contro l'articolo 33 della Costituzione) oppure chi invece affermava il contrario. All'epoca vinse sorprendentemente l'ipotesi A. La questione di fondo, escludendo il riferimento all'articolo 33 della Costituzione citato, era espressamente economica e si collegava direttamente alla politica pubblica, la quale se da un lato lamentava deficit di bilancio e tagliava anche sui servizi essenziali, dall'altro continuava a finanziare le scuole paritarie.
mercoledì 6 agosto 2014
ANNULLATO L'INCONTRO SU GAZA DI GIOVEDI' 7 AGOSTO
Cosimo Caridi e Ane Irazabal stanno ritornando a Gaza, non potranno quindi essere presenti giovedì sera. L'incontro è rimandato al loro ritorno in Italia.
Sistema Torino li ringrazia per la loro disponibilità e il loro coraggio.
lunedì 4 agosto 2014
Notizie dalla Striscia di Gaza
Sistema Torino e Arci Torino organizzano un incontro relativo ai recenti avvenimenti che hanno investito la Striscia di Gaza. Ne parleranno:
- Cosimo Caridi, collaboratore de "Il Fatto Quotidiano"
- Ane Irazabal di "Telsur Venezuela"
- Cosimo Caridi, collaboratore de "Il Fatto Quotidiano"
- Ane Irazabal di "Telsur Venezuela"
giovedì 31 luglio 2014
Parigi come Torino - Sicurissimi
Le grandi città si somigliano tutte. Questa è la prima impressione che ho avuto arrivando a Parigi, tre mesi fa.
Ti allontani dal centro storico, giustamente celebrato come uno dei luoghi più incantevoli del mondo, e ti ritrovi di fronte a palazzoni di una bruttezza ineffabile. Bruttezza forse messa ancor più in risalto dal contrasto con lo splendore dei palazzi antichi che ti sei appena lasciata alle spalle. Ti viene quasi da chiederti come sia possibile.
Anche qui, come altrove, abbondano i centri commerciali. Quello delle Halles, sotterraneo, e' strapieno anche quando il sole chiama fuori.
E anche qui, come in altre grandi città, capita di vedere uno spiegamento di forze dell'ordine difficile da comprendere.
mercoledì 30 luglio 2014
Il Manifesto - Recensione di "Sistema Torino Sistema Italia"
Il Manifesto ha pubblicato, sull'edizione cartacea e sul sito, la recensione a cura di Mauro Ravarino dell'ultimo libro di Maurizio Pagliassotti, il finto romanzo su un finto sistema che a Torino non esiste. Sara' per questo che quindi, a un mese e mezzo dall'uscita, i quotidiani con pagine locali torinesi non hanno mai dato cenno della sua esistenza. La recensione si può leggere al link http://ilmanifesto.info/lo-stile-sabaudo-per-saccheggiare-torino/
martedì 29 luglio 2014
lunedì 28 luglio 2014
domenica 27 luglio 2014
Recensioni - libri: Maurizio Pagliassotti "Sistema Torino Sistema Italia", di Luca Rastello
Dietro il velo quasi impercettibile della fiction, una continuazione ideale di "Chi comanda Torino", cioè di un libro capace di rompere il silenzio e dare molto fastidio ai poteri e ancor più agli squallidi sottoboschi dei poteri locali.
Maurizio Pagliassotti ha un effetto salutare fra quelli che, in questa città, non si rassegnano alla narrazione unica e ormai ampiamente intollerante del potere: le sue inchieste, spesso svolte con la tenacia e la curiosità che non caratterizzano più da tempo il mestiere di giornalista, sono un piccolo oggetto di culto per gruppi, soprattutto di giovani, ostinatamente decisi a discutere, a vedere oltre il velo di Maja dei miracoli italiani in sedicesimo propagandati dai cantori del "Sistema Torino": leggerlo è ogni volta come fare i conti con ciò che non si mostra volentieri del territorio in cui si vive. Un'operazione di igiene mentale, quindi, anche quando non spinge troppo nella provocazione. E di igiene politica, destinata a spargere semi che forse porteranno frutto in stagioni più disposte a uno sguardo critico sulla realtà.
mercoledì 23 luglio 2014
La città dei simboli
Cinquanta metri di spiaggia lungo il Po. Per noi la spiaggia è il simbolo della città che ha deciso di vivere con i simboli che hanno distrutto e sostituito la realtà.
C'era una volta la produzione industriale. Oggi ci sono Mirafiori e Lingotto simboli della produzione industriale. E così via, gli esempi potrebbero essere allargati ad ogni campo.
Ma la spiaggia, ci verrà detto, "non vuole essere veramente una spiaggia" bensì un "simbolo della nuova Torino". Capito.
Il primo sistemista che riporterà le parole di qualche sedicente esperto con questo termine in bocca vince una copia del libro con aperitivo in spiaggia.
Perché prima o poi questo termine totemico, misterioso, magico, uscirà.
E' come "complessità": con esso aggiusti sempre le situazioni più esposte, fai capire che ne sai, che sai andare oltre, che non sei un buzzurro che si ferma alle apparenze. Che bella la retorica.
La retorica è l'unico sapere che un politico deve conoscere perfettamente. Tanti anni fa c'erano "struttura" e "sovrastruttura". Ma i tempi cambiano e il lessico con loro.
Anche per noi.
lunedì 21 luglio 2014
Torino 2025 FiatsWagen voluntas: discutiamo (pure) sul futuro
Ci saremo anche noi ad assistere al dibattito
organizzato dall'Arci
giovedì 24 luglio alle 21.30, Murazzi (lato destro)
"Vista su Torino: la cultura, il sociale e la politica".
con Matteo Negrin, Maurzio Pagliassotti, Luca Rastello
(introduce Ugo Zamburru, presidente Arci Torino e modera Jacopo Ricca).
"Torino è al contempo
la città delle Olimpiadi e la città dell'antimafia, post-industriale e
pirotecnica, di sinistra e governata dalle Fondazioni: una serata per
discutere le molte sfaccettature di Torino attraverso lo sguardo critico
(ma non per questo meno affettuoso) di tre suoi “personaggi” di questi
ultimi anni"
Recensioni - libri: Luca Rastello, "I buoni"
Ci sono molti libri scritti sui cattivi “tout court” nelle diverse sfumature, dai serial killer ai corrotti professionisti. Qualcuno prova anche un certo compiacimento, o forse, nei casi più estremi un sadico voyeurismo, nel leggerli: nessuna sorpresa, però, perché il marcio sta esattamente dove si vede e dove ci aspettiamo di trovarlo.
“I Buoni" invece, è raggelante o dovrebbe esserlo, per chi crede nella virtù, nella quasi santità dei grandi uomini di pace o per chi pensa che la beneficenza possa sostituire il diritto.
Una nuova luce (o forse è più esatto dire che di luce se ne toglie) sul “bene”, sul nostro “disperato bisogno di conciliazione che nasce dalle nostre vite in cattività” che ci permette di pensarci migliori di ciò che siamo. Rastello smonta l’illusione, mostra con una certa crudeltà della scrittura, asciutta edvessenziale, le crepe dell’organizzazione, la retorica del linguaggio, delle formule ricorrenti che mirano a incatenare la coscienza, a convincere che si sta lavorando a un nobile fine al quale tutto è sacrificabile. Anzi, non si deve intendere il lavoro come lavoro, poichè esso è dedizione a una causa. Ma non per tutti, evidentemente, solo per i più piccoli anelli della catena, quelli facilmente e periodicamente sostituibili.
venerdì 18 luglio 2014
La libertà è partecipazione: che succede in Cavallerizza?
INGRESSO-NON-REALE IN CAVALLERIZZA
Entrare in Cavallerizza Reale fa un certo effetto: ti senti immediatamente pervaso da un’aria coinvolgente ed “attiva”, una brezza di impegno sociale e volontà politica, un’energia positiva che da un lato ti spinge ad adoperarti da subito, dall’altro ti porta a chiederti dove sei stato tutto questo tempo in cui qualcuno occupava un patrimonio comune e tu eri sul divano a leggere Kierkegaard (scherzo, non ho mai letto Kierkegaard ma ho bisogno di darmi un tono intellettualmente elevato). Ho deciso così di espiare le mie colpe spostando dieci sedie ed un tavolino (le moderne auto-indulgenze rivoluzionarie sono a buon mercato, sarà un segno della crisi), utili alla preparazione di un evento quanto mai raro in città: l’Assemblea Cittadina convocata per la discussione del futuro di questo tanto splendido quanto fatiscente luogo incantevole, iscritto nell’elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell´UNESCO, riconoscimento che è sempre bene tenere a mente.
venerdì 11 luglio 2014
Juventus in ritiro a Torino: cui prodest?
Sta per terminare il “mese
horribilis” per chi si occupa di politica, società e quant’altro non sia
l’interesse onanistico nei confronti del pallone e della sua celebrazione di
potere mondiale. E pensavo di essermela cavata bene nella mia totale
indifferenza snobistica nei confronti di ciò che tutto muove e nello stesso
tempo tutti immobilizza, chiusi in casa davanti al monitor con sfondo verde
erba. Poi è arrivata la “splendida notizia” che la Juventus ha deciso di
svolgere il ritiro estivo a casa propria, dimorando nel cuore della città
presso l’albergo super-lusso Principi di Piemonte, con un’inevitabile quanto
comunque positiva ricaduta (quanto ampia non si sa) economica sull’indotto
cittadino.
Recensioni - libri: Maurizio Pagliassotti, "Sistema Torino, Sistema Italia"
"
"Sistema Torino, Sistema Italia" mi ha fatto pensare alla fiaba di Andersen "I vestiti nuovi dell'imperatore", nella quale un intero popolo ammira i magnifici (e inesistenti) nuovi abiti del sovrano. Tranne un bambino, che urla "Il Re è nudo". Ecco, Zanna-Pagliassotti, come il bambino, ci mostra il sistema nudo e crudo. Si infila nei salotti e negli uffici del potere e fotografa i personaggi, di primo e secondo piano, che stanno dietro l'illusione di una città e di una società che qualcuno ha trasformato in un guscio luccicante ma desolatamente vuoto. Guscio nel quale si dibattono almeno tre tipi umani: i manovratori, quelli delle idee geniali e dei grandi mezzi, i potenti; gli assimilati, quelli che aspirano a un posticino, costi quel che costi, insieme a quelli che davvero ritengono che il sistema sia il migliore possibile perché scelgono di vederne solo un lato; e infine gli esclusi, i non previsti e non ammessi, come i ragazzi delle periferie, o gli auto esclusi, i consapevoli, quelli che il sistema lo denunciano e lo rigettano. sabato 5 luglio 2014
Festa di presentazione di "Sistema Torino Sistema Italia" a Montaldo Torinese
Venerdì 11 luglio presentazione in festa di "Sistema Torino Sistema Italia", l'ultimo libro di Maurizio Pagliassotti, a Montaldo, nella collina torinese. Dalle 21 presso il Circolo di Montaldo Torinese, via Marentino 3
venerdì 4 luglio 2014
Ancora Murazzi: ne parliamo con Simonetta Chierici
Dopo assessori comunali e privati negli ultimi mesi coinvolti, a vario titolo, nella vicenda della riapertura dei Murazzi, abbiamo sentito Simonetta Chierici, che sull'utilizzo passato e futuro dell'area da tempo esprime posizioni fortemente critiche, anche in rappresentanza di altri torinesi.
Chierici, lei, per usare un eufemismo, non è amata da una parte della città. Da chi?
Davvero? Non lo sapevo! Mah se lo dice lei forse non sono amata da chi detesta la verità (nel senso che mente comunque e sempre) e che se gliela metti davanti al naso si arrabbia.
giovedì 3 luglio 2014
Alta velocità e indagini lente in Val di Susa
Punto numero uno. Nel paese dove vivo io quelli che abitano in fondo alla discesa sono conosciuti come gli “'ndranghetisti”. Tutto il paese li definisce così.
Nel paese dove vive il mio amico tutti sanno che quella famiglia fa parte della ’ndrangheta. Tutto il paese li conosce così.
Nel paese dove vive il mio amico tutti sanno che quella famiglia fa parte della ’ndrangheta. Tutto il paese li conosce così.
La parte più sorprendente della vicenda “infiltrazioni malavitose nel cantiere del TAV” è la sorpresa generale che questa suscita. E’ un aspetto comico, grottesco. In qualsiasi bar della Val di Susa i vari nomi finiti sotto gli occhi della magistratura erano oggetto di chiare discussioni. Anni per scoprire l’acqua calda. Quando bastava fare una misera ricerca su Google per scoprire che nomi stranoti da decenni erano tranquillamente al lavoro nel cantiere.
venerdì 27 giugno 2014
Recensioni - libri: Maurizio Pagliassotti, “Sistema Torino, Sistema Italia”
Quasi un anno fa ho letto il primo libro di Maurizio Pagliassotti, “Chi comanda Torino”, un titolo che, da solo, sfonda il muro della sordità in una città in cui il dissenso della maggior parte dei cittadini si riduce alla lamentela da bar e il resto viene relegato con un feroce un-fair-play tipicamente sabaudo nelle categorie sociali preconfezionate di “quelli che non sanno”, “quelli che sono contro a priori”, “quelli che strumentalizzano”, insomma, le categorie “nemiche” utili a una narrazione politicante che ha fatto strame e marketing della parola “democrazia”, che senza opposizione e dissenso è solo un’altra variante, magari più morbida magari no, di una dittatura del Pensiero Unico.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo, Maurizio Pagliassotti, un giorno, nel cuore di uno dei centri ormai decaduti della rinascita modaiola e urbana: il Quadrilatero Romano di Torino, ferocemente descritto nel bel libro di Giuseppe Culicchia “Brucia la Città”, ovviamente fuori catalogo. Da quel giorno ho avuto l’onore di seguire la stesura di questo suo secondo libro, stavolta un romanzo, “Sistema Torino, Sistema Italia”.
giovedì 26 giugno 2014
Nuova Ossessione Murazzi (Paolo Tex feat. Max Casacci)
Come ormai tutti sanno,
la annosa e infinita “questione Murazzi” sembrava essere arrivata
all’epilogo finale lo scorso weekend: il progetto di Giorgio Emprin
(di cui parliamo ampiamente nell’articolo già pubblicato su questo blog) di riaprire già a luglio e per l'estate i Muri dalla mattina a mezzanotte, pare
tramontato. Sulla scorta di quanto avvenuto, ho pensato di chiedere
un’opinione all’ideatore e front-man del concerto di marzo Max
Casacci, che non ha certo bisogno di presentazioni (sì, lo stesso
Casacci che io canzonai nel mio articolo post-evento “Salvare i
Murazzi”, proprio lui). Qui di seguito una sua personale
riflessione su quel che il nostro amato lungofiume potrebbe
diventare, prendiamolo come un vademecum di consigli per chi volesse
avventurarsi nella questione. Consigli che acquistano ancora più
senso dopo le odierne dichiarazioni del Sindaco Fassino orientate a
voler ricercare una soluzione affinché si faccia qualcosa già da
quest’estate (per quanto la mia intervista a Max sia ovviamente
precedente alle esternazioni del nostro Primo Cittadino).
mercoledì 25 giugno 2014
Fatevelo raccontare dall'Ingegnere, SISTEMA TORINO SISTEMA ITALIA ...
Se non avete voglia di andare in una libreria e comperarvelo, il nuovo libro di Maurizio Pagliassotti "SISTEMA TORINO SISTEMA ITALIA" fatevelo raccontare dall'Ingegnere. Peggio per voi
domenica 22 giugno 2014
ESTATE KULTURALE AI MURAZZI: ecco il programma 2014
Preambolo
Ogni volta che vado a correre ai Murazzi ripenso a quella famosa domenica di marzo, quella del mega-evento pubblico che chiedeva conto al Comune del futuro del nostro splendido Lungo Po. Quella domenica in cui Fassino con una lettera prometteva una soluzione entro l'estate, quei giorni in cui si annunciavano consultazioni on-line di cittadini e gestori per condividere idee e nuovi progetti e sopratutto la promessa della pubblicazione del bando per riassegnare le arcate sotto sequestro e al centro dell'inchiesta della magistratura. Dopo lunga attesa finalmente si è arrivati a una soluzione.
mercoledì 11 giugno 2014
E' in libreria "Sistema Torino Sistema Italia" il nuovo libro di Maurizio Pagliassotti
E' uscito l'11 giugno in tutta Italia il nuovo libro di Maurizio Pagliassotti, "Sistema Torino Sistema Italia". Il volume è disponibile in libreria e sul sito dell'editore
lunedì 9 giugno 2014
sabato 7 giugno 2014
mercoledì 4 giugno 2014
La Legalità, Torino e la statistica. Celebriamo la perfezione della nostra città
Leggiamo con stupore trionfanti commenti relativi all'arresto del sindaco di Venezia, la Repubblica pudicamente lo definisce di centro sinistra, per corruzione, concussione e riciclaggio. Dopo l'Expo, a pochi giorni.
La parola Legalità, oggi come non mai, è un proiettile tracciante che illumina la notte solo lungo il percorso che segue. Il resto rimane inesorabilmente al buio.
Spaventose sono le tenebre di luce che risplendono a Torino, capitale illibata, vergine, purissima e santissima della Legalità, fortezza della perfezione che resiste all'assedio perfino della statistica.
L'Italia è una nazione fondata sulla corruzione totale, ovunque. Tranne Torino.
Noi siamo l'eccezione statistica che conferma la regola. Noi siamo unici gigli purissimi in una discarica dell'immondizia. Gigli che non diventano mai putrescenti, rimangono fioriti per sempre, perché superano le leggi della natura.
giovedì 29 maggio 2014
"A va bin parej" batte "A sarà düra"
Inizia con la nota che trovate qui sotto la collaborazione tra Sistema Torino e Paolo Tex, fine penna torinese titolare di un proprio spazio personale su blog e che da oggi mette anche a nostra disposizione i suoi contributi di riflessione e analisi. Affiancati per l'occasione dai commenti disegnati di Massimo Giovara
Questa volta ho avuto ragione io: sono riuscito laddove sondaggisti, opinionisti ed esperti vari hanno fallito, cioè nell’azzeccare il corretto risultato delle elezioni. E’ bastato fare il mio solito “exit poll lombrosiano” all’uscita dei seggi, osservare i concittadini un minuto dopo il voto per capire che anche questa volta avrebbe prevalso lo spirito conservatore e un po’ rassegnato che contraddistingue forse i piemontesi ancor più che gli italiani. Sì perché le facce intorno a me erano facilmente riconoscibili: erano quelle tipiche della famiglia progressista di Vanchiglia, del trentenne radical col baffo indie alla Viotti che vota responsabilmente, degli anziani che cercano per mezz’ora il simbolo del PCI sui cartelloni all’ingresso salvo poi ricordarsi che ora si chiama PD ma tanto è uguale.
domenica 25 maggio 2014
sabato 24 maggio 2014
I pomodori, Chiamparino/Castellani e gli investimenti
Cari sudditi che state per esercitare illegittimamente il vostro sedicente diritto al voto. Ieri abbiamo avuto una smart iurban advenciur che sentiamo ancora adesso tutto un friccicorio. Ve la raccontiamo
Dunque, abbiamo scoperto il significato della parola INVESTIMENTO. Finalmente, dopo tanto peregrinare semantico.
Sentivamo sempre Chiamparino dire "e ho gli investimenti di qua, e li ho fatti di là, e il debito non è un debito ma è una leva fatta con investimenti". E ieri ooohhhhh là, lo abbiamo trovato, fainalli uot a fac!
Sentivamo sempre Chiamparino dire "e ho gli investimenti di qua, e li ho fatti di là, e il debito non è un debito ma è una leva fatta con investimenti". E ieri ooohhhhh là, lo abbiamo trovato, fainalli uot a fac!
Eccolo, l'investimento! Tipo una betoniera quando ti stritola e ti schiaccia sotto le ruote: deve essere una figata pazzesca.
Succede che al CAAT (Centro Agro Alimentare Torino) un gruppo di facchini, ma chiamiamoli pure schiavi che fa più moderno, ha tirato su un picchetto serio e ha bloccato per una notte l'entrata degli autotreni carichi di frutta e verdura. E chi sono questi barbari incivili, sicuramente NoTAV, che osano protestare verso il magnifico mondo di reputescion torinese rappresentato dai nuovi mercato generali?
Siamo stretti nel picchetto e ci guardiamo intorno. Questo posto è fantastico. Il Caat, voluto dalla Giunta Castellani, è costato 100 (cento) milioni di euro e oggi rischia il tracollo economico. Il proprietario è il Comune di Torino con il 92% che, per non dover mettere soldi cash a ripianare la voragine nei conti, ha dovuto decurtare il capitale sociale del 30%. Fantastico. Qui una volta c'erano i prati, hanno costruito uno sterminato deserto di cemento dove non va nessuno e sapete perché? Perché dopo che lo hanno fatto la Regione ha iniziato a regalare contributi a pioggia affinché tutti potessero costruirsi il proprio magazzino-capannone, rendendo di fatto questa cattedrale inutile, fuori scala, costosissima. E vai di altro cemento!
Ma la cosa figa e che di fianco al nuovo Caat, dove stoccano la verdura che poi ci mangiamo, ci hanno fatto pure l'inceneritore, a un chilometro, ed è rimasta anche la Servizi Industriali, noto polo del benessere chimico.
Fantastico.
Ma la leva è importante. Così, ai barbari che picchettavano abbiamo chiesto: "Ma da dove venite?" E quelli hanno risposto: "Dai mercati generali di Torino!"
Signori, capolavoro. Questi incivili NoTAV barbari antemoderni che vogliono essere trattati come esseri umani, vivono nello sfascio degli ex mercati generali di piazza Galimberti, quelli RIQUALIFICATI per i giochi olimpici e oggi in stato di semi abbandono!!!! Andate anche voi a fare una smart advenciur in via Giordano Bruno.
E quindi vediamo un po'....
100 milioni Caat/deserto
25 milioni villaggio olimpico/campo profughi
totale: 125 milioni di euriiiii di SMART INVESTIMENTSSSSSS!!!!!!
mercoledì 21 maggio 2014
Sistema Torino ospite de "L'altro Piemonte a Sinistra".
Sistema Torino sarà ospite de "L'altro Piemonte a Sinistra". Giovedì prossimo 22 maggio, alle ore 21.15, al circolo ARCI La Cricca di via Giulio 25 (ang. corso Valdocco), per un dibattito con il candidato alla Presidenza della Regione e altri ospiti della lista condotto da Maurizio Pagliassotti.
Siamo molto contenti del dialogo apertosi con il territorio e ringraziamo tutti coloro che si confrontano con le nostre proposte.
giovedì 15 maggio 2014
W l'anarchia! (ovvero: chi davvero tenta di tenere insieme lo Stato)
Viviamo in tempi paradossali, in cui ci sembra di essere all'interno di quelle boccette di plastica che racchiudono il centro città e i fiocchi di neve. Solo che nel nostro mondo la palla è perennemente girata al contrario e i fiocchi cadono dalla terra al cielo.
Sabato pomeriggio abbiamo partecipato con gioia all'ennesima manifestazione NoTAV. Che bello, l'ennesimo corteo immenso e pacifico, ignorato dalla politica, dalla magistratura, dai mezzi di comunicazione. Che bello Il paradosso Jenny a Carogna, il lumpenproletariat che si incazza e fa tremare lo Stato. E lo Stato, prontamente, si mette in riga e tratta. Con i NoTAV non si tratta, invece. I NoTAV li si stronca e basta proprio perché sono pacifici.
Quello che ci ha sorpreso maggiormente è stata la forte presenza di anarchici. Gli anarchici, per definizione, sono contro lo Stato e ne prevedono il superamento. Noi, quindi, possiamo dire agli amici anarchici: avete sbagliato corteo. Voi volete abbattere lo Stato: unitevi a chi sostiene opere come il TAV, l'Expo, la Variante di Valico. Anzi uniamoci tutti a questa gente. Lasciamo che costruiscano ovunque, cementifichino ovunque, privatizzino tutto come vogliono fare. Lasciamo che rubino tutto, che si strafochino nelle loro tangenti, che la ndrangheta trionfi e ancor più di quanto faccia già. Lasciamo che queste opere mangino tutto il bilancio dello Stato. Uniamoci a questi Unni.
Oggi, nella nostra boccia capovolta, dove nevica al contrario da decenni, chi tenta di tenere insieme lo Stato sono gli Anarchici, gli Antagonisti, coloro che sono accusati di terrorismo.
lunedì 5 maggio 2014
18 maggio, ore 16.30 "Il Sistema Torino non esiste" - Speciale Elezioni 2014
Sistema Torino organizza lo spettacolo di Massimo Giovara "Il Sistema Torino non esiste", seguito da un confronto con i candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali per il Piemonte (coordina da Maurizio Pagliassotti).
L'iniziativa si svolge nell'ambito dello Speciale Elezioni 2014, proposto direttamente da Sistema Torino a varie forze politiche tra cui anche il M5S e al momento solo da quest'ultimo recepito.
Apertura biglietteria ore 16, inizio spettacolo ore 16.30.
Ingresso 10 euro disponibile solamente in biglietteria.
Info: Sala Espace 011.2386067
Sala Espace, via Mantova 38 Torino
Il dito medio di Fassino racconta molte cose interessanti.
Il dito medio di Fassino racconta molte cose interessanti. La prima, la più grave, è che un uomo di potere può godere della copertura mediatica dei giornali mainstream, che fingono di credere alle balle che questo propaganda. Copertura totale, morbida, che offre soffici piume dove dovrebbe esserci la tagliola dell'indipendenza giornalistica.
La smentita di Fassino è crollata solo a fronte di un inoppugnabile video del consigliere comunale torinese Vittorio Bertola. Ma, incredibilmente, fino ad allora la sua era diventata la verità nonostante le decine di testimonianze contrarie che già ieri sera giravano in rete.
A furia di circondarsi di lacché si ottengono questi risultati, che travolgono politici e giornalisti.
La notizia è attualmente sparata in massima evidenza dagli stessi organi di informazione che ieri hanno propagandato senza batter ciglio la balla. Un tentativo maldestro di rifarsi un verginità.
domenica 4 maggio 2014
Manifestazione: Colpevoli di resistere - Torino, 10 maggio
Sistema Torino parteciperà alla manifestazione del 10 maggio a Torino per la liberazione dei 4 attivisti No-TAV accusati di terrorismo e incarcerati. Per quanto ci riguarda non sarà solo una manifestazione di solidarietà nei confronti di Mattia, Claudio, Chiara e Niccolò. Solo pochi giorni fa, durante le solite stanche e trite manifestazioni per la Liberazione, la Corte di Cassazione ha polverizzato il processo ThyssenKrupp. Pene non adeguate al reato, hanno detto i giudici. Sette morti bruciati, sette anni di processi ridicoli, zero pene scontate. Un delinquente conclamato è stato condannato da giudici benevoli a qualche pomeriggio di "volontariato" dopo aver evaso centinaia di milioni di euro. Pagliacciata che si sta trasformando in un immenso spot elettorale nel silenzio della magistratura. Nel mentre quattro giovani da mesi sono buttati dentro le patrie galere in condizioni dure, accusati di terrorismo in quanto avrebbero incendiato un compressore.
In questi anni la parola "legalità" ha assunto contorni sacri. Noi manifesteremo contro questa legalità oscena, che da sempre non rappresenta alcun valore totemico, ma è solo un metodo. Metodo-credo, portato avanti dalla magistratura, che oggi divide la giustizia in due campi: quella per i "galantuomini" e quella per i poveracci.
Sabato 10 maggio, ore 14 - Piazza Adriano
TORINO 24 APRILE E 1° MAGGIO: QUELLO CHE HO VISTO
Pubblichiamo la lettera che un testimone di alcuni fatti accaduti durante le manifestazioni del 24 aprile e del 1° maggio a Torino ha inviato alle redazioni, anche delle pagine torinesi, di La Stampa e Repubblica oltreche' al Fatto Quotidiano e Il Manifesto. Fatti che non hanno trovato riscontro nei resoconti comparsi sulle pagine torinesi dei quotidiani con cronaca locale. Nel caso la lettera non venisse pubblicata su carta o nei corrispondenti siti web, eccone qui di seguito il testo:
Ho raggiunto la maggiore età nel 1980, quindi ho avuto modo di vedere parecchi cortei e manifestazioni di piazza. Da provinciale, mai universitario, non ho sicuramente vissuto le più accese e contrastate e neppure ho maturato un particolare affetto per questa forma di espressione, nelle sue molteplici accezioni e declinazioni dalla solidarietà al dissenso. Non ci sono affezionato dato che nell’espressione in piazza vedo il rischio di non esprimere compiutamente delle idee e in compenso, come avveniva specie in altri anni, quello di prendere delle botte senza aver avuto modo di esprimerle, quelle idee.
Ho partecipato alla manifestazione romana del 12 ottobre 2013 in difesa della Costituzione, tanto civile e composta, pur con la presenza di tante bandiere NoTAV, tanto significativa nei numeri di chi sfilava quanto nella qualità dei contributi dal palco da non avere rilievo sulle principali testate o telegiornale e nessuna conseguenza in un dibattito politico che confonde la velocità con cui redigere brutti provvedimenti con la sostanza dei medesimi.
Nonostante giovedì scorso esibissi una coccarda rossa, sono quindi etichettabile come conservatore, della nostra Carta/“via maestra” come del diritto pubblico ai servizi essenziali, dalla salute alla cultura ai trasporti, radicale nel considerare le regole come una necessità subordinata alla convivenza, cui consegue anche la disciplina di quegli obblighi fiscali che, progressivi, vorrei andassero a coprire le necessità di una collettività nazionale.
La lunga premessa per inquadrare perché ritengo utile spiegare quanto ho visto, e non mi è piaciuto vedere, durante due recenti manifestazioni civili torinesi. Con degli aspetti poco civili delle quali la stampa ha dato incompleto e distorto riscontro, tanto da farmi pensare che i giornalisti e i redattori non fossero osservatori oggettivi e presenti.
Antefatto: Torino, fiaccolata del 24 aprile. Bandiere e manifestanti NoTAV accerchiati da poliziotti in tenuta anti-sommossa all’ingresso in Piazza Castello. Non esponendo manifesti segni della mia sostanziale contrarietà all’opportunità delle scelte sull’Alta Velocità Torino-Lione, e più in generale sull’assenza di pianificazione nelle scelte di Trenitalia e delle politiche dei trasporti, ho potuto filtrare attraverso il cordone di sicurezza ricevendo semplici occhiatacce all’espressione del mio dissenso sull’operazione di polizia. Nei resoconti del giorno successivo si parlava di contenimento di gruppetto, per taluni a fianco per altri “infiltratosi”, tra gli striscioni ANPI. Esattamente come ho fatto io, e con lo stesso diritto di partecipazione e di espressione.
Fatto: Torino, corteo del Primo Maggio, su cui i richiami davanti alle edicole recitavano già “manifestazione divisa tra sindacati e antagonisti”. Ho raggiunto il corteo in via Po, accodandomi ancora a dei gruppi dell’ANPI. Da Piazza San Carlo, dove ho sostato per vedere sfilare sindacati, bande musicali, partiti e associazioni, ho notato una concentrazione di caschi blu della polizia in via Roma, angolo via Bertola. Si riproduceva la situazione della fiaccolata del 24 aprile, con la fondamentale differenza che a essere fermati non erano soltanto attivisti NoTAV più o meno giovani e bellicosi ma tutta la seconda parte del corteo, dai Cobas di Mirafiori a Rifondazione alla Lista Tsipras, mentre lo striscione e il gruppo del PD avevano già raggiunto felicemente la piazza. Come la sera del 24 aprile, e come me molti dei presenti, signore in soprabito e borsetta e padri di famiglia compresi, ho espresso il mio disappunto sul merito dell’opportunità dello sbarramento, anche davanti ai poliziotti che, lungi dall’essere passivi, si sono attivati in un paio di “cariche di alleggerimento” mirate anche sotto i portici, dove sostava pubblico di tutte le estrazioni, con netta prevalenza di teste canute e famiglie con passeggini. Tutto un pubblico non sospetto di tendenze sovversive che si è unito al coro di “vergogna!”, fintanto che qualche ufficiale di buon senso non ha ordinato ai poliziotti di disporsi opportunamente su via Principe Amedeo e di lasciare proseguire il corteo a tutti.
Certo, i NoTAV cercavano nella prima come nella seconda manifestazione un’occasione di visibilità, ma esattamente come qualunque figura pubblica che non fosse presente in quanto rappresentante di un’istituzione, realtà associative o singoli individui, dalla signora Bresso a sorreggere festosamente lo striscione del PD al senatore Esposito che non nasconde certo le proprie posizioni pro Alta Velocità; tutti, di conseguenza, a gestire una propria “pubblicità” di presenza. Maggioranze e minoranze garantite dalla stessa Costituzione: quella in vigore.
Diverso è presentarsi con bastoni e mazze, mascherati con sciarpe, passamontagna o caschi; ma questi soggetti devono per forza mettere in conto di prendersi delle bastonate da qualcuno che è presente per far rispettare il servizio d’ordine. In altri anni sarebbe bastato un servizio d’ordine della FIOM, ma i tutori dell’ordine titolati, a maggior ragione, proprio lì dovevano mirare le azioni. E gli antagonisti in questione, botte e arresti li devono pure mettere in conto.
Alla fine, comunque, avrei voluto che non fossimo io e la signora con soprabito e borsetta a mettere in campo il nostro dissenso, e a rischiare qualche manganellata, ma qualche altro soggetto alla curiosità civile di spiegarsi i fatti, autorevole come un esponente del PD, dei sindacati e delle istituzioni che erano davanti all’intoppo del corteo o qualche esponete di Rifondazione o della sinistra rimasti indietro. La presenza di una Bresso o di un Airaudo, di un Ferrero o di un Revelli davanti alla Polizia avrebbero fatto la differenza. E forse i rappresentanti della stampa o della televisione avrebbero avuto più stimoli a raccontare quello che vedevano: i fatti.
Intanto, nella confusione ho perduto la mia coccarda rossa. Spero l’abbia raccolta un ragazzino, ma è più facile che lo abbia fatto la signora con soprabito e borsetta.
Sergio Bonino
La minestra "riso e Latte Fornero". Piccola edificante storia torinese
Sistema Torino vi omaggia di un tipico piatto torinese. Prendete la Centrale del latte, quella che verrà ricollocata in quella parte di Mirafiori detta TNE (Torino New Economy, una fuffata senza precedenti: le istituzioni hanno comprato dalla Fiat un pezzo di stabilimento, lasciandolo semi vuoto per anni. E ora, non sapendo che farne, ci mettono il latte. Poi arriverà un supermercato. Dovevano metterci la innovescion, al momento c'è una sede distaccata del Politecnico e vegetazione rigogliosa). Poi prendete Elsa Fornero, amata torinese che tutti abbiamo plaudito con il sangue agli occhi, docente universitaria, collezioanatrice agonista di cariche e nomine. Poi mettete la Fornero nel Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte. Centrale del latte è una delle partecipate del Comune, ovviamente. Et voilà. Il Sistema Torino non esiste.
Quali sono i meriti per cui questa signora, universalmente ricordata per la sua entusiasmante esperienza governativa, prende questo posto? Perché la Fornero non si gode la pensione? Perché lei fa parte di quella setta di insostituibili? Si parla tanto di ricambio generazionale, di gggiovani. Fornero a casa. S'il vous plait.
SISTEMA TORINO, EDIZIONE SPECIALE ELEZIONI 2014
Sistema Torino è stato invitato dal M5S a presentare il suo progetto il 17 maggio in piazza Castello.
Dopo un intenso confronto al nostro interno, molto conflittuale perché noi amiamo molto la polemica, abbiamo accettato con piacere. Racconteremo a 50.000 torinesi chi siamo e cosa facciamo. Attendiamo un invito anche dalle altre forze politiche a cui abbiamo già da tempo comunicato direttamente la nostra disponibilità.
domenica 27 aprile 2014
Il libro: "Sistema Torino/Sistema Italia"
Il libro è completo. Manca la recensione. Mancano le illustrazioni di Massimo Giovara. Mancano le correzioni romane. Ma c'è la copertina.
Ci vediamo tra un mese
venerdì 25 aprile 2014
mercoledì 16 aprile 2014
Torino Capitale aveva bisogno del suo inno e ora ce l'ha!
Torino Capitale aveva bisogno del suo inno. E ora ce l'ha:
ci ha pensato Massimo Giovara.
(tratto dallo Spettacolo "Il Sistema Torino non esiste", di Massimo Giovara e prodotto da Sistema Torino)
giovedì 10 aprile 2014
Dante Di Nanni non si usa per la campagna elettorale
Nelle prossime settimane lanceremo una campagna elettorale volta a valorizzare il ruolo di chi è stato democraticamente eletto nelle varie elezioni precedenti, e ora vorrebbe fare carriera passando in Regione Piemonte. Consapevoli che il vostro progetto politico necessita di completo sviluppo, cronologico e fattuale, lavoreremo affinchè tutti rimaniate nel posto ove siete stati delegati dal popolo che dite di rappresentare.
Auspichiamo che il fatidico e patetico "mi hanno chiesto di candidarmi" resti silente, oppure vengano fornite prove di questa pressante richiesta. Attendiamo composizione delle liste.
domenica 6 aprile 2014
Recensioni - libri: I buoni, Caselli, Gramsci e il male
Forse deve essere stato questo il passaggio che ha ispirato la inconsistente critica dell'ex procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, che ha centrato tutte le sue parole sulla difesa della figura che lui ha riconosciuto nel romanzo. Di cui a noi interessa zero. Che sia Tizio, Caio o Sempronio non cambia nulla.
"I Buoni", evidentemente, è un libro che vola troppo alto per il pettegolume da cortile imperante in Italia. La penna di Luca Rastello probabilmente è la migliore d'Italia in questo momento, perché le sue parole disegnano immagini perfette a colpi di bisturi. In un'epoca che sanziona ogni tipo di conflitto strozzandolo in una retorica fatta di melassa avariata, Luca squarcia così le tenebre dell'ipocrisia.
La fine del mondo. All'ultima pagina, al termine di questo raffinatissimo tour della nequizia, ci domandiamo se tutto quello appena letto sia il prezzo da pagare.
L'ignobile percorso volto al bene lastricato di umanità pulsante, di vizi, di peccati, di furbi, di violenza e di soldi. Il compromesso assoluto, il male per ottenere un bene superiore. Una storia senza tempo.
Scriveva Gramsci: "Il moderno Principe, sviluppandosi, sconvolge tutto il sistema di rapporti intellettuali e morali in quanto il suo svilupparsi significa appunto che ogni atto viene concepito come utile o dannoso, come virtuoso o scellerato, solo in quanto ha come punto di riferimento il moderno Principe stesso e serve a incrementare il suo potere o a contrastarlo. Il Principe prende il posto, nelle coscienze, della divinità o dell’imperativo categorico, diventa la base di un laicismo moderno e di una completa laicizzazione di tutta la vita e di tutti i rapporti di costume."
Oppure, infinitamente là sotto, ecco il monologo di Andreotti interpretato da Tony Servillo in cui l'attore scandisce questa frase "Bisogna amare così tanto Dio per capire come sia necessario il male".
Un libro che ci pone di fronte a noi stessi in totale solitudine. Un libro che ci chiama in causa e ci interroga sul nostro ruolo di censori del potere. Consigliamo a tutti la lettura di questo capolavoro.
Grazie Luca, amico e maestro.
sabato 5 aprile 2014
Sistema Torino: De Smart Crietiv Sity Menager Interviu /1
Il nostro amato personaggio, interpretato da Massimo Giovara e tratto dal suo spettacolo "Il sistema Torino non esiste", prodotto da Sistema Torino, in una delle sue famose interviste ci parla del trattamento del dissenso e dei giovani a Torino.
venerdì 4 aprile 2014
Acqua Pubblica: IL Comune di Torino rispetti l'esito del referendum
NOOOOO!!!!!!! Ma daiiiiiii!!!!!!!!!!!! E i bbbbbeni comuni????
Riceviamo e diffondiamo, sgomenti e sorpresi, la nota del Comitato Acqua Pubblica Torino
"La Giunta comunale di Torino ha aspettato 3 anni per tradire il Referendum
Il 25 marzo ha approvato la delibera che impapocchia Statuto e Convenzione SMAT per far credere di applicare l’esito referendario ma in realtà per mascherare l’intenzione inconfessata e impopolare di vendere, prima o poi, anche la SMAT dopo AMIAT, TRM e GTT.
Nel frattempo però, diversi Consigli comunali hanno già deliberato la Trasformazione di SMAT in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico, applicando così il Referendum, nel rispetto della volontà popolare e della democrazia. Sono esempi positivi, che il Comune di Torino dovrebbe imitare e pertanto:
- smettere di risucchiare gran parte degli utili SMAT per pagare i propri debiti, costringendo l’Azienda a indebitarsi a sua volta con le banche
- accertare la responsabilità delle perdite di oltre 3 milioni di euro nell’avventura di Palermo, e pretendere il dovuto risarcimento
- verificare su quale mandato il Consiglio di Amministrazione SMAT ha lanciato insieme a IREN, un’Offerta Pubblica di Acquisto del 38% di SAP- Società Acque Potabili per complessivi 14,5 milioni di euro,
- rendersi conto che SMAT non è un bancomat da cui prelevare altri ingenti capitali per il riacquisto delle sue azioni ora detenute da FCT, CIDIU e altri, come prevede un apposito emendamento (Allegato 2) alla delibera in argomento.
Sfidiamo l’Autorità d’Ambito Torinese ATO3 – che gestisce il Sistema Idrico Integrato della nostra provincia, e il presidente della Provincia che lo presiede, nonché il Sindaco di Torino, quale rappresentante della maggior parte di proprietà – a dimostrare di aver dato a SMAT un qualsiasi indirizzo rispetto all’appalto di Palermo e all’OPA su SAP
Sfidiamo il Sindaco e i consiglieri comunali di Torino, il Comune azionista di maggioranza di SMAT, a dimostrare di aver esercitato i poteri di indirizzo e controllo sulla SMAT conferiti loro dall’Art. 42 della Legge 267/2000 Testo Unico degli Enti Locali.
Non risulta che questa legge sia già stata rottamata, ma i ruoli sono ormai capovolti: il Consiglio d’amministrazione decide, il Consiglio comunale ratifica.
Ecco perché si vuole conservare SMAT nella forma giuridica della SPA di diritto privato e non la si vuole trasformare in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico che non potrebbe effettuare queste operazioni finanziarie all’insaputa e senza il consenso dei Comuni consorziati.
I Consiglieri comunali di Torino sono ancora in tempo a rispettare le regole democratiche e la volontà popolare espressa dal Referendum del 2011 seguendo l’esempio dei Consigli comunali di Avigliana, Busano, Bussoleno, Chiomonte, Chivasso, Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone, Nichelino, Rivalta, San Didero, Torre Canavese, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo che hanno già approvato – e altri stanno approvando - la deliberazione di Trasformazione di SMAT in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico perché l’acqua non è una merce e perciò la sua gestione deve essere pubblica e partecipativa senza scopo di lucro."
Comitato Acqua Pubblica Torino
mercoledì 2 aprile 2014
Sistemisti, gombloddisdi, scieghimighisti! Dopo aver incrociato ogni sorta di arto, toccato compulsivamente cornetti, farraglia e segrete parti del corpo, possiamo dirlo: PERICOLO SCAMPATO! PERCORSO NETTO!
Nemmno una riga è stata pubblicata sullo spettacolo "Il sistema Torino non esiste". E di questo siamo fieri.
Tremanti abbiamo affrontato, nei passati 5 (cinque) giorni le pagine dei quotidiani e così abbiamo scoperto che, giustamente, a Torino viene recensito e pubblicizzato tutto. Tranne noi: e questo è fantastico. Pensavamo che solerte ci scrivesse una lettera Fassino per farci i complimenti, ma non è arrivata!
Questo ci ha gettato nel più nero sconforto: perché tanto odio???
A breve comunicato stampa con i numeri riassuntivi dello spettacolo "Il sistema Torino non esiste".
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