mercoledì 9 aprile 2014

Hotel Gramsci, Istituto Gramsci e Fare Sistema.

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La polemica sull'Hotel a (censura) stelle, con piscina panoramica sul tetto, "Antonio Gramsci" ci piace molto. Noi polemizziamo sempre, anche con noi stessi, anche quando andiamo d'accordo. Quindi ci buttiamo a pesce.
Leggiamo con interesse che l'Istituto Gramsci saluta con favore l'operazione perché fondi e spazi, par di capire, verranno loro riconosciuti. Ottimo.
Noi ovviamente pensiamo dell'operazione il peggio possibile. E spieghiamo brevemente il perché, così rinfreschiamo la memoria, almeno il fondatore del Pci si rivolterà meglio nella tomba. E non per una questione di nomi e simboli, che lui considererebbe ridicole sovrastrutture.

La casa Gramsci era un casa popolare, dove erano finite circa sessanta famiglie, alcune proveniente dal quadrilatero "riqualificato". Da chi??? E vabbè, mica possiamo dirvi tutto! Cioè, lo sanno a tutti ma a Torino ste cose non si dicono. Non fa bon ton.

Erano i trionfali anni pre-olimpici e l'apericena cominciava a farsi strada nella barbarie che aveva imperversato a Torino fino ad allora. Finalmente la civiltà, dopo il grigiore operaio!
Succede che a Torino nasca l'imperativo categorico "creare le condizioni favorevoli".  E poi "valorizzare il territorio" e "l'imperituro "fare sistema".
Così casa Gramsci viene venduta a un privato, la Dega. C'è una gara, ci sono dei casini formali con il concorrente che presenta un assegno non regolare, e quindi vincono loro. I quali pagano in tutto poco più di sette milioni e mezzo, più tutta la ristrutturazione, ovviamente.
Ci sono le famiglie però dentro che a furia di sfratti vengono buttate fuori. Anche perché le condizioni degli alloggi erano invivibili. Come mai delle case popolari siano invivibili nel 2000 è ancora oggi oggetto di enigma e studio.
Venne fuori un casino anche perché il prezzo d'acquisto pagato era basso. Chiamparino, spiegò: “Certo, il prezzo non è quello di mercato, ma nella valutazione abbiamo tenuto conto del fatto che in quell’edificio verrà costruito un grande albergo, di una potente compagnia internazionale, che porterà più turisti in città e benessere per tutti. Quindi anche questa vendita ha motivazioni che interessano tutta la collettività. Ecco perché è giusto andare sotto i prezzi di mercato”. 
Ma il bello è che a Torino è quasi sempre così: privati che fanno business su prezzi di città pubblici. Esempi? Eddai anche qua, fate uno sforzo voi nei commenti, non possiamo scrivere tutto noi!
E sapete qual è la cosa stupenda, meravigliosa??? Mentre il privato giustamente ci guadagna, perché fa i suoi interessi, Torino è la città più indebitata d'Italia! 3 miliardi di euro di debito!!!!! Con le partecipate 4-5 miliardi, non si sa nemmeno di preciso! E il debito, non è una convenzione borghese!
Compagni dell'Istituto Gramsci! Tovarish! Lasciate perdere.

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